General Manager For.Me.Sa.

Cosa abbiamo imparato dal Covid

«Abbiamo dato molto in questo anno, siamo stati messi tutti alla prova, imparando a lavorare con nuove e diverse metodologie – racconta Daisy Bizzi, General Manager di For.me.sa. – Persino il modo di importare merce è cambiato… con tempistiche e costi folli, impensabili fino a quel momento. Ma la disperazione, l’esigenza e il clima di emergenza che si respiravano erano molto forti. E non si tratta di un mero discorso economico commerciale, quanto del fatto che, effettivamente, tra febbraio e maggio, se non avessimo reperito materiale per i nostri clienti, alla popolazione non sarebbe arrivato nulla. Una valenza deontologica dei nostri prodotti decisamente diversa; che ci ha obbligati a rivedere i margini di prodotto in favore del bene comune e che ci ha fatto mettere da parte la normale concorrenza anche tra noi operatori del settore».

All’interno dell’azienda «dove e quando possibile si cercava di collaborare, trovandoci di fronte a qualcosa di nuovo, violento e inaspettato. Questo ha avuto un’influenza positiva tra i dipendenti, che si sono dimostrati molto collaborativi tra loro e che, anche in smart working, hanno dimostrato di saper lavorare e rendere tanto come in ufficio se non di più».

Conclude Bizzi «Il tutto con la difficoltà della costante riorganizzazione delle priorità: tutto quello che fino al giorno prima era stato considerato marginale, ora diventava inderogabile e viceversa, con evidenti impatti sulla routine quotidiana delle normali attività lavorative».

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«We have done our utmost this year, we have all been tested, learning to work with a new and different methodologies – Daisy Bizzi tells, the For.me.sa General Manager – even the way of the goods importation has been changed, with insane timing and costs, unthinkable until that day. However, the desperation, the requirement and the emergency climate we breathed was very strong. And this is not a mere commercial economic debate but, effectively, among February and May, if we had not found the materials to our costumers, nothing would have reached the population. A very different ethical value of our products; which has forced us to review the product margins in favour of the common good and which has obligated us to put aside the fair competition even between us, the operators of the sector».

Within the company «where and when it was possible we tried to collaborate, being faced with something of new, violent and unexpected. What happened had a positive influence between the employees, who have proved to be very collaborative with each other, even in smart-working, they have shown to know how to work and make as much as in the office, and sometimes, even more».

The General Manager Daisy Bizzy concludes: «the whole thing with the difficulty of the constant reorganization of the priorities: everything that until the day before was marginal, at that time had become a routine and vice-versa, everything that until the day before was the normal course of the working day, it had to be carried forward, but often, overshowed by the emergency».

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