Sempre al passo coi tempi

Intervista rilasciata a l’Osservatorio medico scientifico – Allegato Dicembre 2020 de Il Giornale

Osservatorio medico scientifico allegato a Il Giornale

 

For.me.sa. nasce sul finire degli anni Settanta a Noceto, nel parmense, dall’intuizione del giovane Ernesto Bizzi. Oggi l’azienda è distributore di forniture medico-sanitarie in tutto il territorio italiano e anche all’estero. I prodotti For.me.sa rispondono a una vasta gamma di esigenze della propria clientela. Tra le numerose linee di prodotto, si annoverano quelle della ginecologia, aerosolterapia, rianimazione, riabilitazione, incontinenza e crioterapia, nonché la nuova linea dedicata alla cura del paziente geriatrico. Al timone di questa bella nave aziendale oggi c’è la figlia di Ernesto, Daisy Bizzi. «Tutto è cominciato con una due cavalli furgonata – racconta la titolare –. Ho un bellissimo ricordo di mio padre che faceva le consegne con quella macchina azzurra: lo stesso colore che oggi è presente nel logo ed è diventato un tratto distintivo della nostra identità. A metà degli anni Settanta, aiutato dalla moglie, era diventato punto di riferimento per gli ospedali civili del territorio e delle regioni limitrofe, fino ai primi anni Ottanta, quando, con l’istituzione delle Unità Sanitarie Locali, sentì l’esigenza di differenziare la sua offerta aprendosi al mondo delle farmacie. Erano gli anni che fecero da cornice al mio ingresso in azienda, il core business era incentrato sui contenitori per le urine in rivoluzionaria plastica, che sostituivano quelle in vetro».

Il suo contributo in azienda è da subito importante. Sotto la guida di suo padre, è con lei che For.me.sa. si espande e si internazionalizza, prima a livello produttivo e poi commerciale. Ci racconta la sua avventura?

«Arrivai nell’azienda di famiglia quando questa cominciava a configurarsi come società e divenne una Snc, il cui core business era incentrato sui contenitori per le urine, per i quali, dopo investimenti mirati per l’acquisto di stampi e macchinari utili, curavamo anche la produzione. Il mercato subiva brusche oscillazioni, dovute anche alle importazioni da altri Paesi, inizialmente dall’Europa. Inoltre, con l’entrata in vigore della direttiva medicale 93/42 Ce, il mercato era in quegli anni alla ricerca di un dispositivo medico per la contenzione del prolasso uterino che fosse certificato secondo questa direttiva. Noi cogliemmo la sfida. A metà degli anni Novanta, cercavamo un fornitore alternativo e mio padre mi indicò l’India come maggiore produttore di gomma. Fu questo il momento in cui iniziò una meravigliosa amicizia, che perdura tuttora, con il nostro partner indiano».

Dalla sua abilità nel saper leggere le necessità palesate dal mercato di riferimento e dalla partnership indiana nasce il fiore all’occhiello di For.me.sa.: il pessario. Cos’è? 

«Il pessario, è un dispositivo medico di classe IIB per la contenzione del prolasso uterino, che ancora oggi produciamo in India, con stampi di nostra proprietà, e distribuiamo in gran parte dell’Europa. Negli ultimi anni siamo anche presenti sul mercato dei Paesi arabi. Con il sostegno di un valido studio di consulenza, For.me.sa. ha concentrato le sue risorse sull’analisi, la certificazione e la redazione del fascicolo tecnico del pessario, rendendo l’azienda il principale player per i dispositivi medici ginecologici in Italia. Ad oggi, continuiamo a investire molte risorse per l’aggiornamento dei fascicoli inerenti la qualità del prodotto e la certificazione dei processi aziendali, per noi elementi fondamentali, data la natura medico sanitaria aziendale».

Sono sicuramente tanti i cambiamenti intervenuti in For.me.sa., ma da sempre esistono e persistono alcuni tratti distintivi come la spinta propulsiva al dinamismo, alla crescita, all’espansione e quel carattere di azienda familiare che oggi vede la partecipazione della terza generazione.

«Oggi sono davvero orgogliosa di aver coinvolto in azienda anche mia figlia Gioia. Una conseguenza naturale, dopo la triste dipartita di mio padre. Nonostante l’esperienza che ormai avevo accumulato, la mancanza della figura di mio padre come socio e come mentore, a livello lavorativo, non è stata cosa da poco. Talvolta eravamo in disaccordo e negli anni abbiamo fatto fronte a numerose difficoltà, ma eravamo uniti: ci somigliavamo molto, due caratteri forti. Però, ho scoperto risorse inaspettate in me stessa e nella mia famiglia; in particolare in mio marito, Angelo Saccani, in quel momento è entrato far parte della compagine aziendale come responsabile della Divisione Case di Riposo, Cliniche e Rsa. L’ultima forza in azienda è mia figlia Gioia, che è entrata in organico portando il suo contributo e in lei vedo il futuro di For.me.sa. Sono convinta che oggi, mio padre, sarebbe orgoglioso della sua azienda».

Emilia Barca

General Manager For.Me.Sa.

Cosa abbiamo imparato dal Covid

«Abbiamo dato molto in questo anno, siamo stati messi tutti alla prova, imparando a lavorare con nuove e diverse metodologie – racconta Daisy Bizzi, General Manager di For.me.sa. – Persino il modo di importare merce è cambiato, con tempistiche e costi folli, impensabili fino a quel momento. Ma la disperazione, l’esigenza e il clima di emergenza che si respiravano erano molto forti. E non si tratta di un mero discorso economico commerciale, quanto del fatto che, effettivamente, tra febbraio e maggio, se non avessimo reperito materiale per i nostri clienti, alla popolazione non sarebbe arrivato nulla. Una valenza deontologica dei nostri prodotti decisamente diversa; che ci ha obbligati a rivedere i margini di prodotto in favore del bene comune e che ci ha fatto mettere da parte la normale concorrenza anche tra noi operatori del settore».

All’interno dell’azienda «dove e quando possibile si cercava di collaborare, trovandoci di fronte a qualcosa di nuovo, violento e inaspettato. Questo ha avuto un’influenza positiva tra i dipendenti, che si sono dimostrati molto collaborativi tra loro e che, anche in smart working, hanno dimostrato di saper lavorare e rendere tanto come in ufficio se non di più».

Conclude Bizzi «Il tutto con la difficoltà della costante riorganizzazione delle priorità: tutto quello che fino al giorno prima era stato considerato marginale, ora diventava inderogabile e viceversa, con evidenti impatti sulla routine quotidiana delle normali attività lavorative».

 

«We have done our utmost this year, we have all been tested, learning to work with a new and differents methodologies – Daisy Bizzi tells, the For.me.sa General Manager – even the way of the goods importation has been changed, with insane timing and costs, unthinkable until that day. However, the desperation, the requirement and the emergency climate we breathed was very strong. And this is not a mere commercial economic debate but, effectively, among February and May, if we had not found the materials to our costumers, nothing would have reached the population. A very different ethical value of our products; which has forced us to review the product margins in favour of the common good and which has obligated us to put aside the fair competition even between us, the operators of the sector».

Within the company «where and when it was possible we tried to collaborate, being faced with something of new, violent and unexpected. What happened had a positive influence between the employees, who have proved to be very collaborative with each other, even in smart-working, they have shown to know how to work and make as much as in the office, and sometimes, even more».

The General Manager Daisy Bizzy concludes: «the whole thing with the difficulty of the constant reorganization of the priorities: everything that until the day before was marginal, at that time had become a routine and vice-versa, everything that until the day before was the normal course of the working day, it had to be carried forward, but often, overshowed by the emergency».

Search

+